di seguito potrete leggere la mia risposta “a l’altroconsumo” sul problema mozzarella e diossina.
vi prego di comunicarmi le vs opinioni in merito.
saluti manuela
caro altroconsumo,
concordo che il problema diossina non è solo Italia.
Aggiungerei che non è solo Campania e non è solo mozzarella.
E naturalmente non è la conseguenza dell’emergenza rifiuti dei mesi scorsi.
La gestione rifiuti in Campania è marcia da più di 14 anni, scelte scellerate riguardano tempi passati, presenti e futuri.
Roma e Napoli hanno unito le forze politiche ed industriali per annientare la nostra terra e renderla la pattumiera d’Italia e la mortificazione nazionale.
Il mondo agricolo e la cittadinanza attiva, lotta da molto tempo per difendere la salute, l’ambiente e l’agroalimentare: sono sicura che molti di voi avranno criticato le azioni popolari di lotta e difesa contro i luoghi scelti x discariche e inceneritori.
molti di voi avranno pensato che il popolo meridionale stava rendendo difficile la risoluzione dell’emergenza rifiuti.
il problema è qui:si pensa alla diossina come un qualcosa che l’agricoltore compra e dissemina sulle terre.
purtroppo arriva e non certo su invito.
il vantaggio è che puoi capire in anticipo se l’indesiderato ospite stia arrivando: la diossina non compare dall’oggi al domani, pian piano i valori dei picogrammi salgono e scatta il campanello d’allarme.
il problema è che l’invito della diossina a contaminare gli alimenti è firmato dallo stato italiano.
l’altroconsumo dovrebbe chiedere il divieto assoluto (anche al potere commissariale straordinario)di effettuare scelte che non tutelano l’agroalimentere e quindi il cittadino.
Il governo toglie i rifiuti dalle strade per restituirceli sulle nostre tavole.
Appare rilevante sottolineare tre questioni:
a) aver girato le spalle, da parte della classe politica, alla questione principale in Campania che è appunto la legalità e aver fatto finta di governare prescindendo da tale emergenza;
b)non avere assicurato un adeguato controllo sul territorio che ha consentio ogni sorta di sversamento di rifiuti industriali e di traffici illeciti industriali del nord-camorra;
c) non aver programmato gli interventi extraagricoli sul territorio partendo dal fatto che, ad esempio, in provincia di Caserta l’intero territorio è interessato dalla produzione della mozzarella dop e buona parte dalla produzione della mela Annurca IGP, per non parlare di altri prodotti agricoli di qualità e certificati, l’insieme dei quali costituiscono oltre il 60% della ricchezza prodotta in provincia.
Appare evidente che si è di fronte ad una strisciante destrutturizzazione del territorio, special modo della provincia di Caserta, dove si tenta (stupidamente) di annullare e distruggere le capacità produttive del territorio a tutto svantaggio e dramma per l’economia reale e per il futuro delle prossime generazioni.
Per quanto riguarda la questione mozzarella di bufala, il settore bufalino sta lottando contro un forte potere industriale e contro lo scempio che il governo ha posto in essere.
Certo, presenze dubbie ci sono anche in questo settore, ma sono di poco conto rispetto a realtà importanti di aziende sane e controllate.
Rispondendo ai 3 punti richiamati dall’altroconsumo
1. fare nomi e cognomi di chi ha infranto la legge, rendendoli consultabili sul sito del ministero della Salute;
R: la legge è infranta dal ministero se blocca la produzione di mozzarella fino all’esito delle analisi x diossina. L’autocontrollo è previsto in ambito comunitario e le aziende sane devono continuare a produrre fino a prova contraria.
la legge è infranta dal governo italiano che permette l’insediamento di impianti e industrie insalubri in zone agricole.
la legge è infranta da chi chiama emergenza i 14 anni di delitti alla salute, all’ambiente e al patrimonio della nostra terra.
2. individuare prodotti da ritirare dal mercato e da non consumare nel caso fossero già stati acquistati;
R: la mozzarella è un prodotto commercializzato e consumato subito.
sono necessari 15-18 giorni per il risultato delle analisi sulla diossina e simili.
i controlli devono essere effettuati contestualmente presso i caseifici e le aziende zootecniche.
la contestualità assicura i consumatori e limita i danni del settore.
l’analisi dev’essere condotta partendo dai dati ufficiali e da quelli in autocontrollo e si dovrà considerare la matrice di inquinamento territoriale.
i prelievi dovrebbero essere sottoposti anche ad analisi per determinare la fonte di inquinamento da diossina è questa richiesta dovrebbe essere avanzata anche dalle associazioni e movimenti ambientalisti e dei consumatori.
3. fare campagne d’informazione non ispirate ai luoghi comuni del “mangiare italiano è buono e bello”, ma che riportino i fatti e restituiscano credibilità a chi fa i controlli e investe per garantire la qualità e la salubrità dei prodotti.
R: i fatti e la credibilità possono essere tradotti in numeri:
siamo a disposizione per fornirvi tutti i dati relativi al nostro impegno imprenditoriale, alle certificazioni di qualità e ai controlli effettuati e subiti.
manuela vigliotta