di seguito potrete leggere la mia risposta “a l’altroconsumo” sul problema mozzarella e diossina.

vi prego di comunicarmi le vs opinioni in merito.

saluti manuela

 

caro altroconsumo,

concordo che il problema diossina non è solo Italia.

Aggiungerei che non è solo Campania e non è solo mozzarella.

E naturalmente non è la conseguenza dell’emergenza rifiuti dei mesi scorsi.

La gestione rifiuti in Campania è marcia da più di 14 anni, scelte scellerate riguardano tempi passati, presenti e futuri.

Roma e Napoli hanno unito le forze politiche ed industriali per annientare la nostra terra e renderla la pattumiera d’Italia e la mortificazione nazionale.

Il mondo agricolo e la cittadinanza attiva, lotta da molto tempo per difendere la salute, l’ambiente e l’agroalimentare: sono  sicura che molti di voi avranno criticato le azioni popolari di lotta e difesa contro i luoghi scelti x discariche e inceneritori.

molti di voi avranno pensato che il popolo meridionale stava rendendo difficile la risoluzione dell’emergenza rifiuti.

il problema è qui:si pensa alla diossina come un qualcosa che l’agricoltore compra e dissemina sulle terre.

purtroppo arriva e non certo su invito.

il vantaggio è che puoi capire in anticipo se l’indesiderato ospite stia arrivando: la diossina non compare dall’oggi al domani, pian piano i valori dei picogrammi salgono e scatta il campanello d’allarme.

il problema è che l’invito della diossina a contaminare gli alimenti è firmato dallo stato italiano.

l’altroconsumo dovrebbe chiedere il divieto assoluto (anche al potere commissariale straordinario)di effettuare scelte che non tutelano l’agroalimentere e quindi il cittadino.

Il governo toglie i rifiuti dalle strade per restituirceli sulle nostre tavole.

Appare rilevante sottolineare tre questioni:
a) aver girato le spalle, da parte della classe politica, alla questione principale in Campania che è appunto la legalità e aver fatto finta di governare prescindendo da tale emergenza;
b)non avere assicurato un adeguato controllo sul territorio che ha consentio ogni sorta di sversamento di rifiuti industriali e di traffici illeciti industriali del nord-camorra;
c) non aver programmato gli interventi extraagricoli sul territorio partendo dal fatto che, ad esempio, in provincia di Caserta l’intero territorio è interessato dalla produzione della mozzarella dop e buona parte dalla produzione della mela Annurca IGP, per non parlare di altri prodotti agricoli di qualità e certificati, l’insieme dei quali costituiscono oltre il 60% della ricchezza prodotta in provincia.
Appare evidente che si è di fronte ad una strisciante destrutturizzazione del territorio, special modo della provincia di Caserta, dove si tenta (stupidamente) di annullare e distruggere le capacità produttive del territorio a tutto svantaggio e dramma per l’economia reale e per il futuro delle prossime generazioni.

 

Per quanto riguarda la questione mozzarella di bufala, il settore bufalino sta lottando contro un forte potere industriale e contro lo scempio che il governo ha posto in essere.

Certo, presenze dubbie ci sono anche in questo settore, ma sono di poco conto rispetto a realtà importanti di aziende sane e controllate.

 

Rispondendo ai 3 punti richiamati dall’altroconsumo

 

1.         fare nomi e cognomi di chi ha infranto la legge, rendendoli consultabili sul sito del ministero della Salute;

R: la legge è infranta dal ministero se blocca la produzione di mozzarella fino all’esito delle analisi x diossina. L’autocontrollo è previsto in ambito comunitario e le aziende sane devono continuare a produrre fino a prova contraria.

la legge è infranta dal governo italiano che permette l’insediamento di impianti e industrie insalubri in zone agricole.

la legge è infranta da chi chiama emergenza i 14 anni di delitti alla salute, all’ambiente e al patrimonio della nostra terra.

 

2.            individuare prodotti da ritirare dal mercato e da non consumare nel caso fossero già stati acquistati;

R: la mozzarella è un prodotto commercializzato e consumato subito.

sono necessari 15-18 giorni per il risultato delle analisi sulla diossina e simili.

i controlli devono essere effettuati contestualmente presso i caseifici e le aziende zootecniche.

la contestualità assicura i consumatori e limita i danni del settore.

l’analisi dev’essere condotta partendo dai dati ufficiali e da quelli in autocontrollo e si dovrà considerare la matrice di inquinamento territoriale.

i prelievi dovrebbero essere sottoposti anche ad analisi per determinare la fonte di inquinamento da diossina è questa richiesta dovrebbe essere avanzata anche dalle associazioni e movimenti ambientalisti e dei consumatori.

 

3.         fare campagne d’informazione non ispirate ai luoghi comuni del “mangiare italiano è buono e bello”, ma che riportino i fatti e restituiscano credibilità a chi fa i controlli e investe per garantire la qualità e la salubrità dei prodotti.

R: i fatti e la credibilità possono essere tradotti in numeri:

siamo a disposizione per fornirvi tutti i dati relativi al nostro impegno imprenditoriale, alle certificazioni di qualità e ai controlli effettuati e subiti.

manuela vigliottavi.manu@libero.it

Posted by Manuela, filed under Atti. Date: March 31, 2008, 12:25 pm | No Comments »

E’ con orrore che apprendiamo della decisione del Presidente del Consiglio Romano Prodi sulle ecoballe della Campania : almeno 7 milioni di tonnellate  (che di eco non hanno nulla , ma sono solo rifiuti tal quali ) , accatastate in buona parte a Giugliano. Si tratta dell’ordinanza n. 3657 del 20 febbraio 2008 : “ Disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania .” La disposizione che lascia più stupefatti è quella contenuta nell’art. 4 : “ Per accelerare  le iniziative finalizzate al superamento dello stato di emergenza , in particolare per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell’ impianto di termodistruzione di Acerra è autorizzato il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai codici Cer 191212 ,190501 e 190503 ( rispettivamente le ecoballe campane, la frazione organica non stabilizzata , ossia l’ex fos, e il compost fuori specifica ) presso detto impianto , assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione .”Ciò vuol dire che le ecoballe di rifiuti prodotti dai Cdr campani , che non rispondono ai requisiti richiesti dalla normativa, potranno essere bruciate nell’ inceneritore di Acerra .( Una realtà ,questa di Acerra , che per la prima volta il governo chiama TERMODISTRUZIONE ! )
Questa decisione , che è contraria al diritto comunitario e alla giurisprudenza ordinaria e contabile, è di una gravità estrema. Come mai , a governo scaduto , Prodi emana questa nefasta  ordinanza a breve distanza da un’altra altrettanto grave che reintroduceva , in barba alle decisioni del Parlamento, il Cip/ 6 per i tre nuovi inceneritori della Campania ?
E’ evidente che alla base di tale provvedimento vi siano logiche finanziarie e contrattuali, perché consentirà agli aspiranti gestori dell’impianto di Acerra di tenere in piedi la tariffa , rendendo più appetibile la partecipazione alla gara. Dal punto di vista finanziario ,l’impianto di Acerra si sosterrà , oltre che con i contributi Cip /6, con i rifiuti semplicemente triturati , compattati , selezionati, piuttosto che con Cdr di qualità o con Cdr semplici . L’ obiettivo sarà quello di non fare andare deserta la gara , triturando così i diritti dei cittadini , andando a minare il bene sacro dell’umanità : la vita stessa.
Questa ordinanza che permetterebbe all’inceneritore di Acerra di bruciare rifiuti tal quali in un territorio, che è già chiamato il Triangolo della morte , è un crimine contro l’ umanità perché comprometterebbe la salute dei cittadini , già gravemente minata.
A questa logica del profitto noi diciamo no, perché antepone gli interessi di POCHI alla salute di Tutti.
Chiediamo che questa ordinanza venga immediatamente ritirata. Siamo pronti ad impugnarla davanti alle corti europee e nazionali.
In questo momento di campagna elettorale ,chiediamo a tutti i candidati premier di esprimersi su questa  ordinanza di vitale importanza.
E’ questione di vita o di morte per tutti.
 
Alex Zanotelli; Gerardo Marotta; Alberto Lucarelli; Guido Donadone; Raffaele Raimondi; Ugo Mattei;
Consiglia Salvio; Mena Moretta; Pietro Ricciardi

Posted by admin, filed under Emergenza. Date: March 7, 2008, 11:03 pm | 1 Comment »

 E’ la proposta lanciata nei giorni scorsi dal ‘Centro diocesano per gli Stili di Vita’ del Patriarcato di Venezia, presieduto da don Gianni Fazzini. “Si tratta di conseguire un obiettivo preciso per il digiuno e l’impegno di carità nel tempo di Quaresima, una proposta affidata alla libertà di ciascuno e che punta a ravvivare il senso di responsabilità per la salvaguardia del creato - spiega il centro diocesano - . Una proposta che si radica nel cammino comune che sta compiendo la Chiesa veneziana, segnato dalle quattro finalità della Visita pastorale, avviata due anni fa e ora in corso a Mestre: ‘rigenerare il popolo cristiano’, ‘educazione al pensiero di Cristo’, ‘educazione al gratuito’ e apertura alle dimensioni del mondo”. La campagna contro l’acqua in bottiglia ha tre risvolti concreti, è stato spiegato: la riduzione delle bottiglie e quindi dei rifiuti; il diventare più critici rispetto a consumi “imposti”; l’attenzione alla creatività e all’impegno del sud del mondo. L’iniziativa ha come simbolo una caraffa dalla Bolivia e come speciale testimonial l’attore Marco Paolini: la caraffa, in vetro riciclato e prodotta in Bolivia, paese noto per le sue battaglie per l’acqua pubblica, è in vendita al prezzo di 5 euro presso le Botteghe del Commercio Equo e Solidale AquaAltra, Cu’rcuma e El Fontego, la libreria S. Michele, MagVenezia, l’Ufficio degli Stili di Vita e presso le parrocchie che ne faranno richiesta. “Ciò che le famiglie risparmieranno partecipando a questa iniziativa - auspica il Centro di Don Fazzini - sarà poi destinato alla raccolta quaresimale “Un pane per amor di Dio” (nelle tradizionali “cassettine” distribuite nelle parrocchie) e servirà a sostenere un progetto adottato dalla diocesi di Venezia per portare l’acqua a Huaywat in Thailandia”.
L’appello anti-minerale del Patriarcato di Venezia ha raccolto l’appoggio di diversi politici.
“La crociata antiminerale di Venezia - ha detto Antonio Borghesi, responsabile dell’Economia per l’Italia dei Valori - è un’iniziativa estremamente positiva, che sarebbe opportuno riprendere a livello nazionale”. Secondo Borghesi “i controlli quotidiani obbligatori sull’acqua corrente sembrano dare garanzie ben più consistenti di quelle provenienti dalle verifiche fatte sulle acque minerali, che hanno scadenze molto più sporadiche”.
“Grazie al patriarca di Venezia Angelo Scola per il suo appello a non usare acqua minerale imbottigliata - ha detto la Verde Grazia Francescato - ma non si limiti alla quaresima, lo estenda a tutto l’anno”. Anche Francescato ha sostenuto che “bere acqua del rubinetto, spesso, è più salutare che consumare quella in bottiglia, e inoltre questa scelta fa sempre benissimo all’ambiente”. Infatti, “si evita la produzione della CO2 conseguente al trasporto su gomma delle bottiglie che, inoltre, verrebbero risparmiate, anzinché finire nelle 4.866 discariche abusive che infestano il nostro paese”.
Dai deputati di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo e Pietro Folena è partita una lettera ai questori di Montecitorio con questa richiesta: “La camera dei deputati non acquisti più acqua minerale”. “Da anni - si legge nella lettera - ci battiamo contro l’abuso dell’acqua minerale, che è diventata un business ad altissimo rendimento pagato sulla pelle dei cittadini”. L’acqua di rubinetto, prosegue, “è sicura e controllata e contiene per legge meno elementi dannosi delle acque minerali”.
Il questore della Camera, Gabriele Albonetti, rimanda ad un approfondimento, ma non chiude la porta: “Non ho ancora letto la richiesta, la valuteremo. Io non ho pregiudizi. Certo non è una decisione politica, ma anche tecnica. E poi i deputati non sono tutti giovanissimi e credo si debba verificare quali e quanti minerali sono contenuti nell’acqua di Roma. Si trattasse di quella di Faenza - chiude il deputato del Pd eletto in Emilia Romagna - non avrei dubbi, è una delle acque migliori…”.
Quindici - Federutility

www.gazzettadisondrio.it - 20 II 08 - n. 5/2008, anno XI°

Posted by admin, filed under Acqua. Date: February 24, 2008, 6:33 pm | 1 Comment »

Pignataro - P.O.R. Campania 2000 - 2006 art. 9 mis. 1.12.
Lavori di realizzazione di una centrale a biomasse da 11MW elettrici netti.
Società Committente: Biopower Spa.
Responsabile di cantiere per il Committente: Dott. Ing. Mauro Pusceddu.
Progettazione: Stc Spa.
Coordinatore Sicurezza in progetto: Dott. Ing. Lorenzo Picierno.
Direttore dei Lavori: Dott. Ing. Giuseppe Esposito.
Coordinatore Sicurezza in esecuzione: Dott. Ing. Lorenzo Picierno.
Impresa Appaltatrice opere elettromeccaniche: STC Spa.
Impresa Appaltatrice opere civili: Co.Ver. SUD Srl.
Responsabile di cantiere Co.Ver. SUD Srl: Geom. Giovanni Dell’Aversana.
Direttore tecnico di Cantiere Co.Ver. SUD Srl: Geom. Costantino Castrignano.
Coordinatore Sicurezza in esecuzione: Dott. Ing. Lorenzo Picierno.
Collaudatore: Dott. Arch. Luigi Solone.

Sono questi i dati del cantiere già avviato per la realizzazione della centrale a biomasse sulla Statale Appia, nel nostro comune.

Cantiere che deve essere partito già da tempo, visto che all’interno dell’area dove si sta realizzando l’impianto è presente un muro in cemento alto alcuni metri, che non esisteva fino a qualche mese fa.

Insomma, tra chi ha fatto un passo indietro - per prendere la rincorsa? - e chi si è perso tra le carte (certamente tante e complesse), poco è mancato che ci accorgessimo della realizzazione della Biopower quando avremmo visto il pennacchio di fumo levarsi dalle ciminiere.

Il primo responsabile della realizzazione della Centrale a Biomasse resta l’amministrazione comunale. Questo va detto per estrema chiarezza.

A queste responsabilità, e ad un gradino inferiore, si aggiungono le responsabilità di coloro che si sono proposti come “antitodo” al progetto - salvo poi fare un passo in dietro (questa volta non per prendere al rincorsa).

Intanto va regitrata anche una “bio-pax mediatica”: non se ne parla nemmeno sui quotidiani, ma la cosa non ci stupisce, se in passato ci sono stati addirittura morti in cantieri senza che se ne scrivesse nulla su alcuni giornali.

Resta l’amarezza di essere coscienti che, un domani, sarà difficile seguire chi vorrà sostenere una lotta contro una eventuale discarica a 8 Km dal paese, sapendo che queste stesse persone non hanno fatto nulla per un impianto che nasce a meno di un chilometro dalle prime case di Pignataro.

Posted by admin, filed under Biomasse. Date: February 21, 2008, 7:32 pm | No Comments »

condivido e pubblico il punto di vista di peppe.   

E così sono riusciti a “farsi” anche il super poliziotto. Non riesce a gestire neanche l’ordinario, riaprono i vecchi siti, si manca alla parola data, si affossa un’idea minima di Stato, si fa finta di ascoltare, ma la regia è sempre la stessa. L’alternativa esiste, com’è noto anche a De Gennaro ormai, per superare la crisi dei rifiuti ma così come Bertolaso, Pansa e Cimmino, il super commissario è rimasto intrappolato da chi ne sa più di lui, da chi controlla sul serio il territorio e si continua per il percorso già stabilito. Costi quel che costi. Occorre salvare almeno la faccia a questo punto. Si potrà sempre dire che c’è l’emergenza e la gente è esasperata. Riapre Lo Uttaro? Da non credere. E intanto la monnezza rimane in mezzo alle strade anche perché i supertecnici che lavorano con il super poliziotto hanno stabilito che Caserta fa circa 66mila abitanti. Questi scienziati del gè pens mi confondono gli elettori con i residenti e la monnezza raccolta non è quella prodotta, ovviamente. Dove possiamo andare in questo modo? Che cosa dobbiamo fare? Lo Uttaro riapre e l’unico interlocutore valido della città, l’ing. De Crescenzo ha pensato bene di accettare una proposta dell’amministrazione comunale di Todi e se ne va a fare il dirigente dei lavori pubblici. E’ una fuga? No è legittima difesa. Difesa da un’amministrazione stupida quanto arrogante, da un ambiente compromesso quanto indifferente; da una politica autoreferenziale quanto dannosa.

Lo Uttaro riapre? Che cosa vi aspettate gli applausi? Intanto non possiamo non ringraziare De Franciscis che senza il piano rifiuti per la provincia di Caserta ha generato tutto questo. E il sindaco ing. Petteruti che farà? Un’altra ordinanza per tutelare la salute pubblica mentre i suoi collaboratori sono presi a rimettere a posto il tetto della Ucar che il vento si è portato via mentre i preti e solo loro hanno organizzato la raccolta differenziata?

Caserta, 12 febbraio 2008

Giuseppe Messina

Posted by Manuela, filed under Emergenza. Date: February 12, 2008, 10:21 pm | No Comments »

lunedì sera ore 20,00 presso il presidio di Marigliano
padre Alex Zanotelli celebrerà la SS Messa in difesa della terra
siete tutti invitati.

per chi viene da fuori Marigliano prendere l’asse di supporto o asse mediano e proseguire per Nola.
imboccare l’uscita —zona asi Nola, zona industriale Marigliano,
Alenia—

Posted by admin, filed under Emergenza, Notizie. Date: February 3, 2008, 11:46 pm | No Comments »

In Consiglio oggi abbiamo assunto la decisione di riappropriarci anzitempo del ruolo di programmazione nel ciclo dei rifiuti. Troverete qui in allegato il documento integrale approvato dall’assise. Abbiamo detto sì al piano del commissario De Gennaro, ma il nostro assenso è condizionato all’ottenimento delle dovute garanzie sulla prospettiva di questo territorio, in primis alla disponibilità finanziaria per la partenza immediata e reale delle bonifiche nella nostra provincia. Su questo saremo inflessibili

  1.  riappropriarci anzitempo del ruolo di programmazione nel ciclo dei rifiuti…siete in ritardo. avete firmato a novembre 2006 un accordo dove vi impegnavate entro l’anno, ormai scaduto a ridigere il piano…come ha fatto Salerno.
  2. il nostro assenso è condizionato all’ottenimento delle dovute garanzie …non mi pare che abbiate dato un SI condizionato: se pretendete garanzie come mai non siete intervenuti nella fase di preparazione del sito di Ferrandelle e non avete preteso un controllo nelle fasi successive di immissione tal quale e di gestione?
  3. in primis alla disponibilità finanziaria per la partenza immediata e reale delle bonifiche …ma forse volete solo avere maggiori risorse da gestire per le ipotetiche bonifiche?…come possiamo credervi se non avete preteso neanche le bonifiche già promesse?

in Cina il Capo se sbaglia viene fucilato e gli vengono addebitati i proiettili. in Campania voi giocate con le nostre vite e noi cittadini non solo paghiamo i proiettili ma anche il fucile. Noi che siamo democraticamente contro la pena di morte…

Posted by Manuela, filed under Atti. Date: January 31, 2008, 4:19 pm | No Comments »

Il discorso del presidente De Franciscis è stato molto toccante e ben articolato: purtroppo per noi è stata una presa in giro.
Il presidente ha sottolineato la grande crisi del settore agro zootecnico alimentare, ha promosso tutela e aiuti: ma allora come può schierarsi con le scelte di De Gennaro, come fa a non difendere i territori di Ferrandelle e di Pignataro: ma come si fa a pensare che il popolo sia così superficiale da non vedere la palese contraddizione tra le parole e i fatti?

La tutela dell’agro alimentare, come settore e come salute dei cittadini, va compiuta attraverso fatti e non chiacchiere: se vuoi tutelare devi salvare non inquinare falde e distruggere la zootecnia e le colture: l’onestà di pensiero prevede azioni logiche e consequenziali.

Il Presidente ha detto di aver chiesto a De Gennaro bonifiche e impianti di compostaggio: ma come si fa a chiedere ancora quando il territorio della provincia chiaramente urla che nessuna promessa di bonifica è stata mantenuta. Come può un Presidente credere ancora che venga fatta pulizia e messa in sicurezza; come può continuare a far distruggere quel poco che resta?

De Franciscis a parole dice che la sua provincia non vuole essere l’ombrello per la munnezza di Napoli: solo chiacchiere perché la realtà è che Ferrandelle su 350.000 tonnellate ospiterà 250.000 ton. di Napoli con il pericolo quindi di dover aprire Pignataro per far fronte alla continua emergenza.

Perché il Presidente dice che sono gradite le osservazioni e le proposte dei comitati e gruppi cittadini: perché poi non da in concreto la possibilità di confronto?

Purtroppo per noi è la solita presa in giro: per chi ha dato il suo voto, come me, a Sandro De Franciscis, la delusione è molteplice.

Avete visto i sindaci degli altri territori presi di mira da De Gennaro: uniti e combattivi nella difesa della terra e della salute, la nostra provincia si comporta da Signora giocando sulla pelle del popolo e sulla morte del settore agro alimentare.

Il parlamentare Cosentino e il consigliere Magliocca hanno espresso disagio e delusione:
Cosentino ha ribadito l’urgenza di un piano provinciale per i rifiuti, ha chiesto di far azzerare le scelte di De Gennaro e ha sottolineato che il comune di Santa Maria la Fossa e i territori limitrofi molto hanno dato e stanno ancora elargendo.

Il consigliere Magliocca ha chiesto cosa ne sarà fra 100 giorni, ha detto che si sarebbe aspettato dal Presidente una programmazione sul da farsi; ha ricordato il taglio di € 300.000 dal bilancio per le problematiche ambientali. Infine ha presentato un emendamento alla proposta: il Consiglio entro 10giorni dovrebbe proporre un piano che superi e azzeri le scelte di De Gennaro: un piano che individui impianti solo per la munnezza della nostra Provincia e che non sia la pattumiera della regione.

In verità esasperata dai sorrisi e dal divertimento del Presidente de Franciscis, sono andata via, mortificata nell’animo e sconfortata dalla realtà.
Se qualcuno è rimasto fino alla conclusione, mi congratulo e chiedo notizie.

Manuela Iemma

Posted by admin, filed under Diascarica. Date: January 31, 2008, 11:51 am | No Comments »

riporto testualmente quanto stampato sul volantino di AN e Azione Giovani di Pignataro Maggiore…. 

…..”Quello che conta è il risultato finale per il cui raggiungimento dobbiamo ritenerci soddisfatti, perché VINCE la comunità cioè NOI, nella nostra variegata e composita articolazione sociale e politica. Gli allevatori ed agricoltori hanno difeso i loro interessi, NOI, invece, abbiamo fatto, secondo quanto ci dettava la nostra coscienza e la personale disponibilità, quello che serviva per scongiurare una discarica che sarebbe rimasta sul nostro territorio vita natural durante ad offendere la natura, Dio e gli uomini oltre l’immagine stessa di Pignataro e le colture della più bella e fruttifera pianura d’Italia. Crediamo esserci riusciti ed è questo quello che conta: La discarica non viene!

veramente stupidi. Voi che fate sterili polemiche e false dichiarazioni altro non siete che stupidi e superbi.

Gli agricoltori e gli allevatori si sono mossi per proteggere il territorio e non  i loro interessi: 100moggia si trova a valle della maggior parte di noi che abbiamo lottato, carabottoli è a valle, ferrandelle è a valle.

Stupidi, i nostri interessi sarebbero stati difesi se fossimo andati a lavorare come sempre, se non avessimo speso energie e soldi per questa lotta, se avessimo badato a fare più latte, più mozzarella, più frutta.

Stupidi, sapete quanto abbiamo perso in termini economici durante questi mesi? l’occhio del padrone ingrassa in cavallo! e noi che abbiamo puntato sul cavallo della terra, della salute e del vivere dignitosamente, dobbiamo sentirci dire di aver badato ai nostri interessi.

Stupidi e ingrati, questo siete. e siete ancora più stupidi se pensate di aver vinto solo per l’aver scongiurato la discarica di 100moggia: stiamo perdendo. sapete che ferrandelle è qui vicino, sapete che è un territorio già fortemente mortificato, sapete che 350.000 tonnellate di tal quale sono in arrivo.

Stupidi, bravi solo a far beghe di partito, continuate a difendere il vostro piccolo comune e i vostri interessi: noi difendiamo la terra e voi il vostro giardino…

 non capite che il territorio va difeso in un’ottica ampia: c’è bisogno si sinergia e di unione di tutti i comuni: cosa conta se 100moggia sono salve e poi un pò più in là c’è l’inferno? cosa conta?

se fossimo stati mossi da interessi simili ai vostri, non avremmo fatto alcuna battaglia, non avremmo mandato i nostri trattori, i nostri bambini…tanto era a valle delle nostre aziende, dei nostri frutteti, dei nostri foraggi.

comunque state tranquilli pignataro è salva, il resto è munnezza: a voi che importa pensate di aver vinto e vi sentite tanto forti da distribuire un volantino stupido e pieno di ingratitudine. 

la natura, Dio e gli uomini si offendono in tanti modi e il primato certo non spetta solo al Commissariato Rifiuti Campania.

Posted by Manuela, filed under Atti. Date: January 29, 2008, 2:50 pm | No Comments »

Resoconto e considerazioni a margine dell’assemblea pubblica di domenica 13 gennaio.

Buona partecipazione all’assemblea pubblica tenutasi domenica 13 gennaio sul tema dell’emergenza rifiuti. L’incontro, organizzato dal centro sociale Tempo Rosso, ha visto la partecipazione di alcune componenti del fronte ambientalista che si sono battute contro l’insediamento di una discarica a cielo aperto in località Cento Moggi, a Pignataro Maggiore. Obiettivo della manifestazione è stato, non solo, fare il punto della situazione in merito alla battaglia portata avanti sul territorio dell’Agro Caleno, ma anche e soprattutto, condurre una prima riflessione sulla più ampia problematica della tutela dell’ambiente nel quadro complessivo di una emergenza rifiuti non ancora scongiurata.

Per quanto riguarda la partecipazione, oltre a diversi cittadini provenienti da tutti i comuni dell’Agro Caleno, è da registrarsi la presenza di una corposa delegazione del Comitato civico per la difesa del territorio e della salute pubblica di Pignataro Maggiore, una rappresentanza del comitato di lotta al sito di stoccaggio di (eco)balle di Carabottoli, quella di alcuni esponenti politici dell’Agro Caleno che si sono impegnati nella battaglia contro la discarica, tra cui hanno preso parola: Raimondo Cuccaro (capo dell’opposizione – Pignataro Maggiore), Arcangelo Cuccaro ed Antonio Bonaccio (Verso Sinistra - Pastorano), il sindaco di Calvi Risorta Giacomo Zacchia.

Durante l’incontro, a seguito di una introduzione a cura degli attivisti del centro sociale Tempo Rosso, sono stati proiettati dei video-documentari relativi al disastro ambientale in Campania e le sue ripercussioni sulla salute dei cittadini. In particolare ci si è soffermati sulla criminale devastazione del territorio acerrano, (proprio dove si vorrà installare il più grande inceneritore d’Europa), ad opera di eco-mafie ed imprenditori senza scrupoli, sulla particolare incidenza di alcune malattie gravi, legate al forte inquinamento del territorio casertano, alla palese assurdità delle logiche alla base dell’individuazione dei siti per discariche e stoccaggio attraverso testimonianze da Serre e Terzigno ed, infine, sui forti benefici derivanti dalle politiche di raccolta differenziata finalizzata al riuso-riciclo dei rifiuti.

Dopo la proiezione dei video-documentari, si è dato il via al dibattito dal quale diverse considerazioni e proposte sono emerse. Relativamente all’emergenza rifiuti e le risposte messe in campo dal Governo in seguito alle ribellioni delle comunità locali, forte preoccupazione è stata manifestata da più parti in merito alle scelte dell’esecutivo. In primis, fermo disaccordo rispetto alla decisione di individuare un super-commissario che, con poteri molto maggiori dei suoi predecessori, ha la possibilità , tra l’altro, di operare anche in deroga alle valutazioni di impatto ambientale (VIA). Il sostegno dell’esercito potrebbe rivelarsi, inoltre, un attacco repressivo verso i cittadini ed una ulteriore sospensione dei diritti. Tutto ciò, accompagnato ad una riproposizione dei siti già individuati e della logica “discariche/inceneritori”, lascia ipotizzare una incapacità, di fatto, di indicare una soluzione credibile del problema, mentre tonnellate di rifiuti continuano ad occupare le strade.

In merito alle proposte emerse, è importante rilevare la determinazione a continuare la battaglia intrapresa a tutela dell’ambiente e della salute espressa da tutti i soggetti intervenuti, ciò, a partire dalla solidarietà verso le comunità, da Pianura a Carabottoli, ancora in lotta per la difesa del proprio territorio, nella convinzione della necessità di unire le battaglie in un’unica vertenza che chieda al Governo una netta inversione di tendenza. Ampio consenso, inoltre, sul proposito di costituire uno o più Osservatori per il monitoraggio del territorio e delle politiche messe in campo da amministrazioni ed enti locali per la tutela dell’ambiente, a partire dalla raccolta differenziata che dovrebbe essere avviata, su indicazione del Governo, nei prossimi quattro mesi. La bonifica del territorio, resta una necessità improrogabile (si pensi a quello che è stato ritrovato seppellito a Carabottoli, proprio dove si vorrebbero le eco-balle), ed una richiesta ferma degli ambientalisti.

Un altro problema emerso, e che ha attirato l’attenzione dei partecipanti è stato quello della Esogest, nel comune di Pastorano. Si tratta di un Impianto per lo Stoccaggio, la Selezione ed il Trattamento di Rifiuti Speciali in Contrada Torre Lupara, alla realizzazione del quale l’amministrazione ha già dato parere favorevole. I rifiuti che dovrebbero essere trattai sono: percolato, fanghi, vernici, rifiuti prodotti dai trattamenti chimici, solventi, bitumi, rifiuti plastici, ossidi metallici, scorie fosforose, ceneri pesanti, sabbie dei reattori, scorie di fusione, zinco, plastica metalli vari e altri 400 rifiuti speciali per un quantitativo di quasi 2milioni di tonnellate l’anno. A fronte di un quadro del genere si rende necessario un intervento dei soggetti ambientalisti.

In conclusione, se i comitati, le reti ed i movimenti a tutela dell’ambiente sono riusciti a conseguire un importante risultato politico, è da individuare nella capacità che queste lotte hanno avuto di scoperchiare il “pentolone Campania” e far emergere le collusioni, gli intrecci politico-affaristici, il patto scellerato di settori dello Stato con la camorra che tengono la nostra regione in uno stato di sospensione dei diritti democratici, e di continue vessazioni ai danni dei cittadini.

Il meccanismo speculativo, che ha causato il disastro ambientale dei nostri giorni, non solo è ancora in piedi, ma, si estende, purtroppo, a molti altri settori che riguardano la vita civile, sociale e politica delle nostre comunità. Questo meccanismo deve essere spezzato, pena l’impossibilità di immaginare un futuro per la nostra terra e chi ci vive o ci vivrà.

Per questo motivo, i movimenti sociali e dei cittadini, che nascono per il miglioramento delle condizioni di vita di tutti e tutte, hanno il dovere e l’obbligo di rimarcare la propria autonomia, da tutti i soggetti, partiti ed istituzioni compresi, che escono dalle vicende degli ultimi mesi privi ormai di ogni credibilità e possibilità di rappresentanza dei bisogni e delle aspirazioni delle popolazioni della nostra terra. I movimenti ed i comitati, agendo dal basso come soggetti auto-organizzati, rivendicano il diritto alla partecipazione alle scelte politiche e sociali che li riguardano, partecipazione che si inscrive in una sempre maggiore capacità di autodeterminazione, laddove il principio della mera delega, verso le forme classiche della politica moderna (come ad es. i partiti politici), ha ormai dimostrato tutti i suoi limiti e fallimenti nel risolvere i problemi legati alla gestione della cosa pubblica, alla capacità di preservare e condividere i beni comuni.

La battaglia per la tutela dell’ambiente rappresenta un momento importante di questo processo di riappropriazione dello spazio pubblico ad opera di quanti ne sono stati esclusi, un passo ulteriore verso la costituzione di nuovi modelli di cittadinanza. Con determinazione e cocciutaggine, saremo dentro questa battaglia, in un rapporto virtuoso e mai egemonico con i comitati e le popolazioni in lotta.

c.s.o.a. Tempo Rosso

via C. Giuliani, Pignataro Maggiore – Agro Caleno (CE)

Posted by Teo, filed under Emergenza. Date: January 15, 2008, 9:18 pm | No Comments »

La scelta di creare una discarica a Pignataro Maggiore e Carinola, che investe tutto l’Agro Caleno, non va a colpire soltanto gli interessi delle popolazioni e delle attività produttive locali, ma rappresenta soprattutto una decisione scellerata e suicida da parte dell’Italia. Si tratta infatti di una zona che nel cuore della “Campania Felix”, è sede di produzione di un alimento unico al mondo: la mozzarella di bufala.In tempi di desertificazione che avanza, tutto il mondo dovrà sapere che in Campania si sceglie di distruggere completamente i territori che possono costituire una riserva alimentare per eccellenza.

La nostra protesta continuerà ma ci preme sottolineare quanto questa non sia legata a fenomeni di localismo, al cosiddetto ‘effetto Nimby’, ma vuole essere invece una profonda difesa della elevata qualità ambientale e produttiva di suoli agricoli che non hanno pari, che ricadono in comprensori di bonifica e in zone DOP ed IGP, e la cui individuazione come siti adatti ad una discarica risulta inidonea sia per l’ARPAC che secondo tutti gli studi scientifici: si compromette così un’area di altissimo valore agricolo e zootecnico, che produce una delle migliori mozzarelle e nella quale vi sono dei frutteti di assoluto pregio produttivo.

Desideriamo ricordare inoltre che:

- la zona presenta un grave rischio di inquinamento delle acque, in quanto le falde si trovano ad un solo metro di profondità nel suolo: per i cittadini delle zone a valle che utilizzano i pozzi per uso civile vi sarebbero dunque serissimi problemi per la salute, ma ciò varrebbe anche per i consumatori dei prodotti della zona;

- si tratta di zone di esondazuione, con una tendenza all’allagamento, dunque di territori del tutto inidonei a tale destinazione;

- vi è presente una grande agricoltura intensiva e di qualità: nelle aree attualmente ricadono un marchio DOP (due sono in via di ultimazione) e un IGP, ed in zona vi sono circa 30.000 capi bufalini, frutteti ed ortive. La presenza della discarica comporterebbe dunque la dismissione di attività produttive che negli anni sono state finanziate sia da privati che dallo stato, con delle prevedibili ricadute economiche ed occupazionali, oltre a rappresentare lo scempio di soldi pubblici;

- l’area individuata comprende terreni sequestrati a suo tempo alla malavita organizzata, con progetti sociali finanziati dallo Stato: destinandoli a discarica di RSU, come se non bastasse, si dà un pessimo segnale e si svilisce completamente anche l’attività dello stato contro la camorra.

I rifiuti sono sempre un problema, ma la credibilità delle istituzioni, gravemente compromessa dalle scelte finora effettuate, deve essere recuperata da scelte tecnicamente inattaccabili, presupposto di una giusta azione dello Stato. A questo punto chiediamo che il governo intervenga in una situazione che danneggia prima che la Campania l’Italia intera .

E ci domandiamo: se Bruxelles si è spaventata per le immagini dei rifiuti campani viste in tv, che cosa dovrà pensare il mondo intero di una regione che sostituisce i rifiuti alla mozzarella DOP per cui è famosa nel mondo?

Approfondimento Una discarica di RSU sul sito così detto “cento moggi” in agro di Pignataro Maggiore è incompatibile con le caratteristiche ambientali, produttive, strutturali e sociali del territorio.

1- L’incompatibilità ambientale ha evidente origine innanzitutto nelle caratteristiche di vulnerabilità idrogeologica. Falde superficiali, largamente utilizzate per usi aziendali e abitativi. Le falde nei periodi piovosi sono direttamente in superficie. I suoli sono di formazione alluvionale, sono soggetti a ristagni d’acqua che li rendono instabili e alluvionabili. Il sito ricade in comprensorio di bonifica che nel tempo ha realizzato una fitta rete di infrastrutture per il costante prosciugamento dei suoli e per l’irrigazione.

2- Il sito ricade in regione agraria ad agricoltura intensiva; è nel cuore di un’area di coltivi specializzati, irrigui, e frutteti irrigui. Ricade pertanto in area popolosa, nella quale l’agricoltura è tecnologicamente avanzata; l’area è sede elettiva di produzione DOP (mozzarella), IGP (mela annurca), e due DOP in via di definitiva approvazione, produzioni esigenti in materia di sanità ambientale, incompatibili con una discarica. Le attività economiche insediate in questo territorio saranno costrette a dismettere in ambiente insalubre, salvo che a danno della salute pubblica.

3- Sull’area insistono direttamente più servitù reali: due elettrodotti di alta tensione; una condotta idrica interrata dal diametro 1500 cm del Consorzio di Bonifica, in esercizio; in più l’area fiancheggia direttamente – per 950m- una strada provinciale di grande comunicazione che collega l’aereoporto di Grazzanise con l’Appia ed il casello di Capua dell’Autostrada del sole.

4- Il sito è di proprietà comunale; deriva da “confisca” alla camorra, già destinato ad usi di interesse sociale, giusta utilizzazione per il trionfo della legalità (con progetti già finanziati e in parte spesi ed altri in corso). Nella confisca e assegnazione alle popolazioni locali c’è implicito un contenuto etico che non può essere vanificato. Insediarvi invece una discarica di rifiuti, per un verso alimenta sfiducia e sospetti che gettano ombra sulle ragioni della scelta, per altro verso di certo mortifica sotto il profilo etico l’intervento dello Stato; contestualmente lede i diritti sacrosanti come quello del lavoro e della salute di tanti altri consociati.

 Appare quindi evidente l’ulteriore beffa nei confronti di agricoltori – allevatori e cittadini onesti che lottano e che secondo qualcuno sono mossi da chissà quali interessi malavitosi, quando le cronache giudiziarie degli ultimi decenni ci dicono senza equivoco che la gestione del “mondo rifiuti” in Campania è ad alto rischio di infiltrazione mafiosa.

Risulta quindi incomprensibile la caparbia scelta di un sito non idoneo, accertato che siti con minore vulnerabilità rispetto a tutte le situazioni sopra indicate sono agevolmente reperibili da parte delle autorità competenti, già indicate in collaborazione con la Provincia precedentemente, e indicazioni ribadite nell’ultima riunione del 11/12/2007 tenutasi in Prefettura c/o il Commissariato per l’emergenza rifiuti della Campania, dallo stesso Presidente della Provincia di Caserta e da sei Sindaci dell’ agro caleno.

Ne consegue che a nulla vale il richiamo all’emergenza perché questa è inesistente in casi di eventi prevedibili. Per altro anche per l’intervento dettato da urgenza l’azione deve essere ponderata al fine di arrecare il minor danno possibile. Il procedere autoritariamente da parte del Commissario in azioni che non hanno il supporto di diritto necessario implica assunzioni di responsabilità che sono di fatto estese a tutti gli organi tecnici coinvolti, che danno supporto al provvedimento.

Coordinamento dei sindaci e comitato agricoltori ed allevatori dell’Agro Caleno Comunicato stampa 4 gennaio 2008
Per contatti: avv. Ernesto Buondonno tel.3335932886 Email: coordinamentoagrocaleno@gmail.com - e.buondonno@libero.it

Posted by Bartolo, filed under Atti. Date: January 14, 2008, 7:25 pm | No Comments »

L’emergenza rifiuti, che per 14 anni ha avvelenato la Campania diviene allarme nazionale. Dopo le lotte dei comitati, le battaglie dei cittadini e gli allarmi lanciati da medici, scienziati ed associazioni ambientaliste, finalmente i media ed il Governo si interessano del problema. Un problema del quale tutti sembrano scandalizzarsi ma che, per dimensioni e gravità, non poteva essere ignorato. Eppure, in questi lunghi anni di commissariamento, una montagna di soldi pubblici è stata spesa senza risolvere nessun problema, aprendo la porta ad infiltrazioni di ogni genere sul business dei rifiuti che ha devastato il territorio e che, tuttora, minaccia la nostra salute. La giusta e determinata lotta delle popolazioni dell’Agro Caleno per difendere il territorio da attacchi arbitrari all’ambiente, come l’installazione di una discarica a cielo aperto in località Torre dell’Ortello a Pignataro Maggiore o il sito di stoccaggio di eco-balle di Carinola, ha contribuito fortemente a far emergere le contraddizioni e l’irrazionalità della logica seguita in questi anni in tema di gestione del ciclo dei rifiuti. La rivolta degli abitanti di Pianura ha obbligato la classe politica ad uscire allo scoperto rendendo non più rimandabile un intervento in materia, facendo finalmente emergere la necessità improrogabile dell’avvio della raccolta differenziata e lo scioglimento dei consorzi di bacino. Ma l’intervento governativo, dal punto di vista operativo, continua a puntare sulle discariche e gli inceneritori (i quali non saranno pronti prima di qualche anno, non possono bruciare i rifiuti che sommergono le strade e sono altamente dannosi per la salute e l’ambiente a causa dell’emissione ulteriore di diossina). Il conferimento di poteri speciali al super-prefetto De Gennaro, difficilmente risolverà la situazione, e, l’ulteriore blindatura dei poteri decisionali su questa vicenda, potrebbe tradursi in una stretta repressiva ai danni dei cittadini della Campania. L’aggravarsi incontrollato dell’emergenza è, dunque, un fatto sospetto che, accompagnato all’acuirsi della protesta, potrebbe servire da pretesto per un colpo di mano da parte di tutti quelli che, Bassolino in testa, hanno necessità di garantire le lobby ed i potentati degli inceneritori e delle discariche da una disfatta storica ad opera delle comunità della Campania in lotta. Continuiamo a lottare per la nostra terra, vigiliamo sulle amministrazioni locali per chiedere ed ottenere la raccolta differenziata, rivendichiamo la partecipazione democratica alle scelte che ricadono sulla nostra pelle, sul nostro futuro. I cittadini, i comitati, gli amministratori e tutti i soggetti coinvolti nelle battaglie a tutela di salute e ambiente sono invitati a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà domenica 13 gennaio alle ore 17.00 presso la scuola elementare di via Monte Oliveto a Pignataro Maggiore. Durante l’incontro saranno proiettati video sull’emergenza rifiuti e saranno presenti esponenti dei comitati campani che porteranno la propria esperienza all’interno del dibattito. L’unica lotta che si perde è quella che si abbandona.

Agro Caleno, giovedì 10 gennaio 2008
c.s.o.a. Tempo Rosso

Posted by Teo, filed under Emergenza. Date: January 10, 2008, 5:24 pm | No Comments »

Ci saimo resi conto, quasi per sbaglio, che alcuni contributi inseriti dai componenti dei comitati civici per l’ambiente non apparivano nel sito.

Le cause sono due:

  • per alcuni utenti le autorizzazioni erano sbagliate e sono state corrette;
  • in altri casi è stato cliccato il pulsante “save” o “save and continue…” e non “Publish”.

Perchè i post appaiano nel blog è necessario salvarli e pubblicarli (pulsante Publish, appunto).

Posted by admin, filed under Notizie. Date: January 8, 2008, 12:23 pm | No Comments »

Report da Pianura. 7-1-2008.

Uno spettacolo surreale, quello che si è palesato davanti ai nostri occhi questa sera, quando, al termine di una partecipata assemblea della Rete Campana Salute e Ambiente, ci siamo recati a Pianura. L’ultimo fronte della lotta per la tutela della nostra terra, devastata dal malaffare e da 15 anni di commissariamento ultra-fallimentare sulla gestione dei rifiuti, si presentava come un campo di battaglia alla fine della guerra.

Abbiamo visto centinaia di persone presidiare il proprio territorio già oggetto di un attacco che causa malattie ed inquinamento, una discarica che qualche anno fa fu chiusa, proprio grazie alla mobilitazione popolare.

Abbiamo visto le barricate e i blocchi, gli stessi, che a Pignataro e a Carinola, hanno impedito gli insediamenti scellerati che l’ex-commissario Pansa avrebbe voluto costruire.

Abbiamo visto i cumuli di immondizia per le strade, gli stessi cumuli che invadono le nostre strade, a ricordarci che ogni popolo paga per l’incapacità e la corruzione dei propri governanti.

Il centro-destra ed il centro-sinistra, che negli anni si sono succeduti alla guida del paese, e quindi del commissariato straordinario, hanno deliberatamente deciso che la Campania non solo sarebbe dovuta diventare la pattumiera dei rifiuti tossici d’Italia, facendo finta di non sapere dei traffici illeciti verso la nostra regione, ma hanno regalato alla camorra le gestione del ciclo dei rifiuti, chiudendo non uno, ma tutti e due gli occhi.

A fronte di un quadro del genere c’è ancora chi ha la faccia tosta di parlare di violenze dei manifestanti, di infiltrazioni camorristiche nelle lotte per l’ambiente. Eppure, le inchieste giudiziarie ed i fatti di cronaca ci dicono che le infiltrazioni stanno dentro le istituzioni, finanche nel commissariato per l’emergenza rifiuti.

Si continua a parlare dell’inceneritore come panacea di tutti i mali, omettendo di dire che i rifiuti che stanno per le strade non possono essere inceneriti, come del resto non possono essere incenerite le tonnellate di finte eco-balle che occupano chilometri e chilometri quadrati di territorio campano senza possibilità di essere mai smaltite.

Per fortuna, aggiungiamo, visto che l’incenerimento causa emissioni di diossina. Esistono trattamenti alternativi, non nocivi, dei quali lor signori delle istituzioni continuano a non parlare.

Ma ne parlano i movimenti che lottano per la salute e per l’ambiente, quelli che il 22 dicembre scorso stavano in piazza a Napoli per chiedere la fine del commissariamento, quelli che chiedono l’avvio della differenziata subito, che non vogliono inutili inceneritori. Quelli che lottano sui territori al fianco dei comitati, con convinzione e disinteresse e non per strumentalizzare ogni cosa a fini elettorali o di immagine.

Sono anni che portiamo avanti le nostre richieste, interpretiamo come una vittoria anche nostra il fatto che oggi non siamo più i soli ad avanzarle.

A Pianura, stasera, abbiamo assistito ad un fatto importante: dopo giorni di scontri, le forze di polizia si sono ritirate. Come già a Pignataro e a Carinola, anche a Pianura la lotta popolare ha imposto il ‘congelamento’ degli insediamenti.

Stavolta, finalmente, la parola al governo che dovrà decidere il da farsi. Speriamo che la soluzione non saranno i manganelli per la popolazione e l’impunità per chi, dentro le istituzioni, ha provocato il disastro per ingrossare le tasche sue e degli amici degli amici.

Noi, per parte nostra, continueremo a lottare per difendere i nostri diritti e per ribadire le nostre posizioni a cominciare da mercoledì 9 gennaio, quando, dalle ore 18.00 a Napoli un corteo a difesa dell’ambiente partirà da piazza del Gesù.

Invitiamo tutti i comitati, i cittadini e le forze che si sono battute nell’Agro Caleno a partecipare a questa iniziativa, a non abbassare la guardia affinché la dura battaglia che insieme abbiamo intrapreso venga portata avanti con esiti vittoriosi.

Sarà nostro preciso impegno organizzare nei prossimi giorni iniziative di lotta anche sul nostro territorio affinché l’Agro Caleno diventi un’area dove i rifiuti si differenziano e non invadano le strade.

c.s.o.a. Tempo Rosso
Pignataro Maggiore – Agro Caleno (CE)

Posted by Teo, filed under Emergenza. Date: January 8, 2008, 12:17 pm | No Comments »

Pienamente riuscito il corteo regionale indetto per questa mattina a Napoli dalla Rete Ambiente e Salute, rete che unisce i diversi comitati campani che si battono per la tutela del territorio. La manifestazione di stamane, che ha visto la partecipazione di circa 5000 persone, era stata proclamata come momento di lotta reale al fianco dei comitati che si oppongono alla devastazione dell’ambiente in Campania, devastazione che, dopo quindici anni di commissariato straordinario per la cosiddetta ‘emergenza rifiuti’, ha visto un netto ed indiscutibile peggioramento.

In tanti anni di quella che sembra essere stata una emergenza volutamente protratta, non solo i problemi relativi al ciclo dei rifiuti nella nostra regione non sono stati risolti ma, dopo uno sperpero mastodontico di denaro pubblico, la Campania si ritrova sommersa dai rifiuti, devastata da discariche abusive, stremata dalla subordinazione dell’interesse collettivo a quello di politici ed affaristi senza scrupoli.

Mentre continua la irrazionale produzione di eco-balle che non potranno essere mai smaltite e che, quindi, andranno ad occupare sempre nuovi siti all’infinito, le mega-discariche aggrediscono il territorio senza che da parte delle istituzioni vi sia una concreta e reale risposta al problema posto dalle popolazioni: fine immediata di un commissariamento miseramente fallito e avvio rapido della raccolta differenziata ‘porta a porta’. Due obiettivi, questi, realizzabili e sicuramente più realistici e responsabili di quelli individuati dalle istituzioni di questo Paese che continuano ad ignorare la differenziata, proponendo soluzioni assurde come gli inceneritori (che producono diossina e, comunque, non possono bruciare rifiuto ‘tal quale’) e mega-discariche (che prima o poi si riempiono e riportano la situazione allo stato di crisi).

Oltre ciò, è da rilevare che, come se non bastasse, i siti di solito individuati dal commissario straordinario sono assolutamente inadatti ad ospitare tali insediamenti (vedi disastro di Lo Uttaro o il sito dove si vorrebbe la discarica di Pignataro).

Per questo oggi, come componenti del coordinamento dei comitati civici dell’Agro Caleno, siamo stati in prima linea a Napoli, per ribadire il nostro secco ‘no’ all’ipotesi di discarica a Pignataro Maggiore ed al sito di stoccaggio delle eco-balle a Carinola. Questi insediamenti, che, ripetiamo, non risolverebbero alcun problema, rappresentano un attacco mortale alla nostra salute ed al territorio, sia nei termini di un devastante impatto ambientale sia in quelli di un irreversibile danno economico.

In un corteo che poneva problemi seri e concreti ed in cui erano rappresentati la gran parte dei comitati che si sono battuti e che si battono in Campania, sconcertate ci appare l’assenza dei vari ambientalisti della domenica che, pronti a ruggire come leoni in casa propria, dimostrano una totale incapacità di analisi complessiva di un problema che va ben oltre Pignataro e Carinola. Mentre ormai, persino alcune tra le più alte cariche istituzionali provinciali e nazionali richiedono a gran voce la fine di un fallimentare commissariamento, è triste notare che c’è ancora chi, chiuso nel suo bieco campanilismo, va alla ricerca ostinata di siti alternativi per scaricare il problema sul vicino di turno. Non importa se l’anno prossimo dovremmo riscendere in piazza per l’ennesima discarica, l’importante è la tutela dei propri affari e, specialmente, dei propri voti.

A tal proposito, ci risulta difficile comprendere il senso della manifestazione-farsa di venerdì 21, un flop annunciato che, senza voler entrare nel merito, non è servito a niente se non a mostrare un momento di debolezza davanti alla controparte, debolezza dovuta, peraltro, esclusivamente alla cattiva organizzazione della manifestazione. Il corteo di oggi, al contrario, ha nettamente rafforzato il movimento per la tutela dell’ambiente nella sua interezza, ribadendo la necessità della fine della gestione emergenziale ed un ritorno all’ordinarietà.

Alla fine della manifestazione, il commissario straordinario Pansa, ci ha offerto un incontro riservato ad una delegazione di tre membri dei comitati presenti. L’offerta propostaci, proprio per la ristrettezza della delegazione, ci è sembrata da subito insufficiente. Tuttavia, abbiamo avanzato la richiesta che l’incontro fosse almeno verbalizzato. Questo non solo per ragioni di trasparenza ma, anche, perché pretendiamo impegni precisi e non astratte dichiarazioni di intenti. Al rifiuto, da parte del commissario Pansa, di fornirci un verbale dell’incontro, abbiamo respinto l’invito. A differenza di quanti, nelle ultime settimane, hanno fatto carte false e, spesso, hanno sfruttato la mobilitazione popolare per sedersi al tavolo delle trattative, noi abbiamo preferito tutelare la sacrosanta lotta che le donne e gli uomini della nostra terra, con determinazione, stanno portando avanti.

Abbiamo già annunciato ulteriori mobilitazioni che culmineranno, se necessario, in un corteo nella Capitale al fine di imporre al Governo un’assunzione di responsabilità non più rinviabile.

c.s.o.a. Tempo Rosso, via C. Giuliani - Pignataro Maggiore (CE)

Posted by Teo, filed under Emergenza. Date: January 8, 2008, 12:17 pm | 1 Comment »

Una delle difficoltà maggiori che stò incontrando in questi giorni che ci hanno visti impegnati nella tutela dell’Ambiente è quello di trasmettere: ai miei concittadini, a qualche collega amministratore, a qualche amico dei comitati, che il Nostro dissenso all’individuazione della discarica in Pignataro M. e del sito di stoccaggio a Carinola, sono scelte scellerate non solo per la fertilità dei terreni individuati, ma soprattutto perchè sono il frutto di una strategia che non solo non porta alla soluzione del problema, ma soprattutto penalizza una provincia martorizzata nel passato.

In tutto questo, il mio primo sforzo lo devo fare con i miei concittadini, che poco se ne fregano che a 1o Km

Posted by Enzo, filed under Atti. Date: January 8, 2008, 12:17 pm | No Comments »

A seguito degli ultimi sviluppi locali di natura prettamente partitica che si sono tristemente succeduti intorno alla vicenda della lotta all’insediamento della discarica regionale dei rifiuti in località “Cento moggi” il Comitato Civico per l’Ambiente, seriamente preoccupato per il prosieguo della lotta ad un pericolo per niente scongiurato…

…ritiene opportuno ricordare ai due schieramenti che, fino ad ora, soltanto una consolidata unione tra tutte le forze politiche locali, unitamente alle Istituzioni ed ai Comitati stessi, ci ha permesso di vincere i primi round dell’incontro; ma la battaglia è ancora lunga e molto più dura di quanto si possa immaginare, visti anche i violenti sviluppi a cui stiamo assistendo nel napoletano.Ecco perché ad entrambe le parti diciamo che NON È QUESTO IL MOMENTO DEI LITIGI, perché così rischiamo solo di fare il gioco di chi altro non aspetta che individuare una collettività divisa per andare ad insediare, senza ostacoli, sulla sua terra, la discarica regionale; e a quel punto non interesserà davvero più a nessuno chi ha indicato alle autorità centrali il sito dei “Cento moggi”, perché allora sarà tutto superfluo.Il Comitato Civico per l’Ambiente rivolge, quindi, un accorato appello a tutti coloro che rivestono cariche istituzionali per superare, nell’interesse della collettività, ogni forma di divergenza ed a meditare serenamente sulle conseguenze che potrebbero avere eventuali altre azioni, perché solo così potremo seriamente scongiurare le inaccettabili ipotesi individuate dall’organo commissariale.In ogni caso, il Comitato intende ribadire ancora una volta la propria estraneità nei confronti degli schieramenti partitici e delle divergenze createsi negli ultimi giorni e rivendica la propria autonomia in relazione agli obiettivi prefissati in materia ambientale, come la lotta alla discarica, alla centrale a biomasse e ad ogni altra minaccia ambientale che incombe sul territorio dell’agro caleno, a difesa della salute dei cittadini.IL COMITATO CIVICO
“CITTADINI PER L’AMBIENTE””.

Posted by Vito, filed under Diascarica. Date: January 8, 2008, 12:16 pm | No Comments »

Egregio sig. Presidente,
trovo singolare e francamente discutibile il silenzio del nostro ordine
professionale sulla vicenda della cosiddetta “emergenza rifiuti”.
Ho trovato sconveniente il silenzio di codesto Ordine professionale sulla
discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro, dove il CTU ci (Comitato
Emergenza Rifiuti) ha dato ragione sull’illegalità complessiva e provato
l’inquinamento della falda freatica.
Trovo, invece, colpevole il silenzio dell’ordine degli agronomi su quanto
stanno facendo i tenici del Commissario di governo nella scelta di Carinola
e Pignataro Maggiore, dove alla questione ambientale, si aggiunge quella
economica e produttiva dove, com’è noto, in quelle zone si producono la mela
Annurca (IGP) e la mozzarella di bufala campana (DOP). Immaginatevi cosa
potrebbe significare una discarica di rifiuti imbustati e una discarica per
rifiuti tal quali in aree dove la falda si trova ad appena 50 cm dal piano
di campagna!
Credo che sia quantomai urgente che il Consiglio dell’ordine dei dottori
agronomi e forestali valuti con tutto il rigore tecnico e scientifico, ma
anche con l’urgenza che una simile testimonianza potrebbe avere, la
situazione in corso; faccia sentire la sua voce in quanto l’attuale
silenzio, viste le implicazioni generali, complessive, tecniche ed
economiche potrebbe essere inteso come accondiscendenza inaccettabile.
Allego alcuni atti che possono togliere ogni residuo dubbio. Qualora ce ne
fossero.
Si rimane in attesa di riscontro.
Dr.agr. Giuseppe Messina

Posted by Manuela, filed under Atti. Date: January 2, 2008, 5:56 pm | No Comments »

Nella giornata di ieri in quelli di Carabottoli,  si è registrata l’ennesima azione fallimentare di una Struttura Commissariale che, nonostante i tanti suggerimenti ed osservazioni fatte ed atte ad uscire dall’Emergenza Rifiuti ed avviarsi finalmente verso una gestione Ordinaria, continua ad andare avanti come un treno, al fine di attuare un, Non Piano Dei Rifiuti, che rischia di mettere in ginocchio l’economia agro –zotecnica del Nostro territorio, chi sa per quali motivi.

Dopo che mamme e bambine avevano prima affrontato il freddo della notte e successivamente e, sin dal primo mattino,  la tensione di avere 400 uomini delle forze dell’ordine che da un momento all’altro potevano caricarli per accedere sul sito di Carabottoli,  ecco che, come per magia arrivavano da Roma, anticipando l’epifania,  i Re Magi ( Suppa, Squeglia e Porfidia), che, appena qualche ora dopo la proroga del Commissariamento, tranquillizzavano la popolazione concordando che i tecnici del commissariato potranno accedere sul sito, senza forze dell’ordine, al fine di fare  i rilievi  geologici.Le domande che i Re magi dovrebbero porsi sono le seguenti: 1)      Perché il Commissariato, (e quindi loro stessi), ha bisogno dei dati del terreno dell’area?2)    Perché, in maniera vigliacca, continuano a nascondersi dietro la figura di un Commissario senza prendersi le responsabilità dei danni causati invece dalla politica?  3)    Perché le forze dell’ordine impiegate nella giornata di ieri non vengono impiegate per sradicare definitivamente, il controllo dei Rifiuti dalla Criminalità Organizzata? 4)    Come mai  nell’ultima Ripartizione dei Fondi POR per la raccolta differenziata, l’assessore Regionale Nocera,  ha finanziato il seguente numero di Isole Ecologiche:

a) Provincia di Napoli      16;                                       b) Provincia di Benevento 18; c) Provincia di Avellino     18;                                     d) Provincia di Salerno     20; e) Provincia di Caserta    7;  ( 6 nell’agro Aversano ed una a Caserta città);              e due impianti di compostaggio in provincia di Salerno ed Avellino? La cosa grave e che i Re magi le sanno le risposte a queste domande, certo che le sanno ma non le dicono, allora provo a cimentarmi io: 1)      Le indagini geologiche servono alla struttura tecnica Commissariale per redigere un progetto compatibile con le permeabilità del terreno e con la falda acquiferaP.S.   E’ teoricamente possibile realizzare un sito per i rifiuti anche sull’acqua, e la tecnologia usata, compatibile con il terreno in questione, servirà per scongiurare anche l’ipotesi di reato penale.2)    Loro continuano a Nascondersi dietro la figura del Commissariato, illudendosi di riuscire a scaricare il fallimento di 14 anni ad un’istituzione non politica.3)    Le forze dell’ordine non possono essere impegnate la dove gli interessi politici vanno ad intrecciarsi con altre istituzuioni ( vedi De Magistris, Forleo ecc. ecc.)4)    I nostri  parlamentari regionali non posso far rilevare incongruità dei sistema di distribuzione dei fondi POR, in quanto anche loro, sono complici di una politica clientelare per i settori di competenza. Praticamente si dividono la torta Cari Re magi, siamo stanchi delle Vostre prese per i fondelli, ma state tranquilli che sapremo ripagarvi alle prossime politiche.VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!! Enzo CENNAME

Posted by Enzo, filed under Atti. Date: December 30, 2007, 1:46 am | No Comments »

sul sito 100moggia circa 400 persone hanno ascoltato la messa e le parole di don …..

vorrei scrivere su ciò che abbiamo vissuto a pignataro, ma non ne ho voglia.

penso alla grande ingiustizia che oggi il popolo di giugliano ha vissuto e vi riporto ciò che mi sta più a cuore.

COMUNICATO STAMPA: Ancora Pesanti Cariche e Feriti A Taverna del Re!
 
Stamattina ancora pesantissime cariche a Taverna del Re (Giugliano) contro i citadini del presidio permanente contro la discarica, colpevoli di pretendere dal Commissariamento di Governo il rispetto dell’ennesima promessa scaduta: la chiusura del megasversatoio di veleni in uno dei territori più devastati.
Circa cinquanta cittadini del presidio permanente si sono opposti al passaggio dei tir. In un primo momento i camion sono tornati indietro, scoraggiati dall’opposizione anche di un gruppo di bambini e seminaristi. Una seconda volta la polizia ha caricato duramente e gli effetti sono gravi: cinque persone all’ospedale di cui due con fratture. Una persona ha infatti tre costole rotte e un altra, con una frattura al braccio, è svenuta in ambulanza. Una signora disabile è stata trascinata in terra per i capelli. Un comportamento scandaloso verso chi cerca solo di difendere la propria terra, un comportamento che non lascia presagire niente di buono per l’ennesima scadenza fissata dal Commissariato per il 31 dicembre. La verità è che in Campania è la democrazia stessa ad essere ancora una volta commissariata. Ufficialmente fino a novembre prossimo. Una condizione da sudditi. Ma i cittadini resistono!
 
per altre info: 3383526857 (Pina - Presidio Taverna del Re)
 
Presidio Permanente di Taverna del Re
Rete Campana Salute e Ambiente 

Posted by Manuela, filed under Atti. Date: December 29, 2007, 8:24 pm | No Comments »

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